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Il Centro

ArteMente è un Centro di Alta Formazione per la Danza fondato nel 2015 ispirandosi alle grandi Accademie europee e mondiali.

Attualmente è diretta da Nicolò Abbattista e Christian Consalvo.

Il percorso triennale ha lo scopo di formare l’allievo e prepararlo a ricoprire più figure professionali, non solo quella del danzatore, ma anche quella dell’insegnante, del coreografo e del creativo della danza. Fanno parte delle attività Seminari, Workshop e organizzazione di eventi e spettacoli volti a diffondere la danza.

Il Centro di Alta Formazione per la Danza accoglie ragazzi dai 16 ai 25 anni, tutti selezionati tramite audizione, con lo scopo di formare non solo dei danzatori ma degli artisti completi.

Il percorso didattico ha frequenza obbligatoria dal lunedì al venerdì per un totale di 40 ore settimanali.

Nel corso del triennio accademico, agli studenti viene data la possibilità di confrontarsi con il mondo professionale, grazie alle numerose collaborazioni nazionali ed internazionali con altri centri di formazione, compagnie, coreografi e le varie agenzie di spettacolo affiliate.

Obiettivi

ArteMente nasce dalla forte esigenza di voler formare non solo dei danzatori, nell’accezione puramente esecutiva del termine, ma anche dei “corpi pensanti” capaci di elaborare, produrre e vivere un atto artistico; attualmente nel mondo della danza è sempre più forte la richiesta di artisti che non si limitino più soltanto a seguire le direttive del coreografo e del regista, ma che siano in grado anche di mettere il proprio spirito, la propria essenza al servizio della creazione artistica.

Per questo gli allievi, oltre a studiare le tecniche di base della danza e le molteplici materie teoriche, verranno invitati a stimolare la propria curiosità, osservando il mondo e ponendosi le domande necessarie ad alimentare la creatività, approfondendo il proprio lavoro compositivo e consolidando un linguaggio personale.

E’ fondamentale, inoltre, che un artista oggi debba imparare ad essere unico e, allo stesso tempo “uno dei tanti”: debba, cioè, saper entrare in un lavoro stilisticamente diverso dal proprio nel modo più omogeneo possibile, ma anche sapere rendere proprio ed inimitabile ciò che fa, in base alla richiesta.