di Nicolò Abbattista e Christian Consalvo

con il sostegno di OPLAS/Centro Regionale Danza Umbria,
theWorkRoom, progetto promosso da Fattoria Vittadini e Fondazione Milano

“Taboo è il riflesso dei miei vestiti e delle mie attitudini: il nome Taboo in realtà è un gioco, perché non c’è nulla che tu non possa fare in questo posto, il mio lavoro al Taboo è una sorta di cabaret, il Taboo deve essere un luogo dove le persone possono sentirsi libere di essere qualsiasi cosa con qualsiasi altra o diversa identità da quella prestabilita. Avevo aperto Taboo per divertirmi, per esprimere la mia creatività.”

Leigh Bowery artista performativo

Taboo è un attraversamento fisico dell’identità.

Un corpo in scena che espone il proprio processo di definizione, perdita e ridefinizione come esperienza concreta, instabile e contraddittoria.

Il danzatore abita la confusione, il desiderio, la trasgressione e la necessità di darsi un nome. Ogni gesto è una scelta, ogni trasformazione comporta una rinuncia. Il genere non è un punto di arrivo, ma una tensione continua tra ciò che si è, ciò che si è stati e ciò che si decide di diventare.

Taboo mette in crisi l’idea stessa di identità come categoria fissa.

In scena resta un corpo che cerca, sperimenta, cambia e che nel farlo espone la fragilità e la libertà radicale dell’autodefinirsi e dell’autorappresentarsi.

ANNO
2017

COREOGRAFIA
NICOLÒ ABBATTISTA

DRAMMATURGIA
CHRISTIAN CONSALVO

MUSICA
The Tamperer, J. S. Bach

DURATA 10” per 1 DANZATORE

CON
Enrico Luly

CAST ORIGINALE
Samuele Arisci

PRIMA RAPPRESENTAZIONE
19 novembre 2017
Festival Corpo a Corpo

Villa Regina
TORINO

ALTRE REPLICHE:
  • 26 maggio 2018
    Festival IDACO
    Baruch Performing Arts Center
    NEW YORK, USA
  • 13 giugno 2018
    Gdańsk Dance Festival
    Klub Żak
    DANZICA, POLONIA
  • 23 gennaio 2026
    Stagione SOLARE
    Teatro Linguaggicreativi
    MLANO