SOS, esercizi di sostentamento reciproco

di Gaboardi/Pagnini

una produzione Lost Movement

con il sostegno di Centro ArteMente

selezionato per Premio TWAIN_direzioniAltre 2026

“Camminiamo a lungo. Si può udire il rumore dei nostri passi. I colpi fanno male e ci fanno piangere. Le cadute, le sbucciature, i tagli, il lavoro, il freddo e il caldo sono ugualmente causa di sofferenza. Decidiamo di irrobustire il nostro corpo per poter sopportare il dolore senza piangere. Siamo nudi. Le nostre teste si toccano. Questa distanza tra noi ci pare mostruosa, il dolore che proviamo è insopportabile. Facciamo il nostro esercizio di immobilità nel giardino. Ci scambiamo le parti. Le bombe continuano a piovere. Nessuno parla, nessuno piange, gli occhi sono fissi al suolo.“

La Trilogia della Città di K. Ágota Kristóf

In SOS, esercizi di sostentamento reciproco in un universo visivo sospeso tra reale e metafisico, due interpreti, simili ma distinte, intercambiabili ma non identiche, si muovono in costante equilibrio tra prossimità e simbiosi. Il concetto di sostegno, nelle sue diverse sfumature, è il cuore pulsante dell’azione e pone la sopravvivenza affettiva al centro della ricerca. Il lavoro trae libera ispirazione dalla cruda scrittura della sopravvivenza gemellare ne La Trilogia della Città di K. di Ágota Kristóf e dalla disperata e reciproca protezione del film Una Tomba per le Lucciole di Isao Takahata.

Lo spazio si trasforma in un ring emotivo, un campo di gioco dai confini stretti in cui, attraverso esercizi di peso condiviso, la scrittura del movimento indaga la complessità di un’amicizia dove la comunicazione non verbale si fa codice d’ascolto e strumento di sopravvivenza. I corpi si trasformano così in abbraccio, rifugio e risposta empatica. Tuttavia, l’armonia non è mai statica: quando emergono tensioni e disuguaglianze che rompono l’equilibrio, il concetto di SOS si manifesta come un richiamo urgente, capace di mostrare i limiti e la necessità di ricalibrare la relazione per salvarsi. Un’oscillazione costante tra forza e fragilità, nella complessa bellezza del sostenersi a vicenda.

Il progetto è strutturato per vivere in due versioni distinte: la versione teatrale (SOS), nata per la scatola nera e per la dimensione geometrica dello spazio scenico, e la versione outdoor (SOS – PLAYGROUND), uno studio coreografico concepito per abitare la natura, dove la performance trova nel prato, spazio organico e mutevole, il suo terreno d’azione, e il pubblico disposto a 360° definisce fisicamente i confini del ring.

ANNO
2026

CONCEPT
GABOARDI/PAGNINI

CONSULENZA DRAMMATURGICA
CHRISTIAN CONSALVO

DISEGNO LUCI
GIOVANNI CARECCIA

STUDIO SONORO
SABRINA BOARINO

COSTUMI
MARIANTONIETTA GATTULLI, ALICE MUSSO

DURATA 30” per 2 PERFORMER

CON
Sara Gaboardi, Francesca Pagnini

PROVA APERTA
28 giugno 2026
Visioni in Danza
Teatro PimOff
MILANO

ANTEPRIMA
22/23 agosto 2026
Premio TWAIN_direzioniAltre 2026
Supercinema
TUSCANIA (VT)

PRIMA RAPPRESENTAZIONE
1° ottobre 2026
FLIC – Festival Lanciano in Contemporanea
Sala Mazzini
LANCIANO (CH)